In Cina grandi folle celebrano il 124° anniversario della nascita di Mao Tze Tung

Mercoledì 27 Dicembre 2017, in Cina, decine di migliaia di cittadini hanno partecipato alle commemorazioni non ufficiali che si sono tenute in più parti del vasto paese asiatico, per ricordare il 124° anniversario di Mao Tze Tung, il fondatore della Repubblica Popolare Cinese. Mao, in questi ultimi anni, si è trasformato in una figura simbolo della purezza ideologica in contrasto col pragmatismo e la corruzione dei suoi successori. Gli atti in omaggio al Gran Timoniere si sono avuti in molte località del paese, in forma privata negli ambiti universitari o in piazze pubbliche, per volontà di frange politiche marxiste-leniniste, che sono in netta rottura con le istituzioni e con la attuale dirigenza del Partito Comunista Cinese al potere.

La manifestazione più imponente si è vista nella località di Shaoshan (provincia centrale di Hunan), il piccolo villaggio dove, il 27 dicembre 1893, nacque Mao. Nella piazza principale  di questa località i comunisti cinesi, provenienti da ogni angolo della Cina, si sono radunati in decine e decine di migliaia, dove hanno portato fiori, cartelli inneggianti al Gran Timoniere, e dove giovani comunisti, indossanti le divise delle Guardie Rosse all’epoca della Rivoluzione Culturale, hanno tenuto orazioni e discorsi. Altre folle numerose e manifestazioni commemorative molto partecipate si erano già tenute Domenica 24 Dicembre 2017, in molte città cinesi. Da segnalare le commemorazioni che si sono tenute, tra le tante, nella città di Jinan, (Est della Cina), in cui sono sfilati cortei con i suoi ritratti giganti. A Baoji, città del Centro-Nord della Cina, si è addirittura tenuto un concerto di canzoni rivoluzionarie, con grande partecipazione della gioventù locale.

“Dobbiamo ricordare il contributo di Mao al nostro paese, e questa è una energia positiva di cui ha bisogno la nostra società”, ha dichiarato al quotidiano filo governativo Global Times, Xia Guozan, uno dei partecipanti alla manifestazione del 27 Dicembre a Shaoshan, che ha viaggiato per giorni per partecipare alla manifestazione e rendere omaggio al padre della Cina Comunista.

A Pechino questo tipo di manifestazioni sono state molto ridotte e limitate dal governo. Solo è stato concesso di celebrare piccoli convegni in ambiti intellettuali e ristretti, in forma quasi privata, senza nessuna collaborazione delle istituzioni e dello stesso Partito Comunista al governo. Nonostante le autorità avessero assunto un basso profilo e non avessero pubblicizzato per niente la data di commemorazione, migliaia di persone, di ogni età ha fatto la fila per ore, in Piazza Tienanmem, per visitare il corpo imbalsamato di Mao, posto nel mausoleo al centro dell’enorme piazza.

Questa data ha creato malumore nella classe dirigente cinese e alcuni rappresentanti politici dello stesso Partito Comunista hanno difeso strenuamente le manifestazioni popolari che si sono tenute in ricordo di Mao, protestando sul fatto che in Cina in questi giorni, soprattutto a Pechino e in alcune altre importanti città, si incontrino gli addobbi per la festività occidentale del Natale cristiano, incentivando un consumismo natalizio, sino a qualche anno fa poco abituale in Cina. In nome del patriottismo cinese molti intellettuali cinesi hanno criticato il fatto che le istituzioni, che si dichiarano comuniste, abbiano permesso il diffondersi di addobbi natalizi commerciali e si siano dimenticate totalmente di commemorare Mao.

Come si può arguire da queste notizie, in Cina il mito e le idee di Mao non sono morte e hanno ancora tanti seguaci tra il popolo e tra la classe lavoratrice cinese.

 

Silvano Ceccoli